| 12 Gennaio 2010
Le nostre zone sono da tutti riconosciute a forte valenza turistica. Da molte parti si fa un gran parlare di come incentivare il flusso di persone che le visitano.Personalmente posso portare la mia esperienza di appassionato sciatore e cicloescursionista. L'analisi si sofferma soprattutto sul lato economico perché, come dice il proverbio "quando ti toccano sul portafoglio" tutti ci stanno più attenti. In un sabato del mese di dicembre salgo in Aprica per godermi le piste innevate. Il prezzo del ticket giornaliero è di 20 euro per i residenti in Valtellina, Valcamonica e Valposchiavo (la scorsa stagione il biglietto era a 18 euro e un aumento di 2 euro all'anno non mi pare pochino). In alternativa potevo scegliere S. Caterina Valfurva con pomeridiana a 11 euro che è il modo più conveniente di sciare nelle nostre zone. In alta stagione, a Santa per una giornaliera si spendono 17 euro (attenzione, ci stiamo avvicinando ai prezzi dell'Aprica). Il comprensorio di Bormio, sebbene le piste siano belle e variegate, non si tiene nemmeno in considerazione perché non c'è nessuno sconto per i residenti (si pagano oltre 30 euro per una giornaliera). I prezzi per coloro che abitano fuori provincia vanno maggiorati del 30%, per stagionali e giornaliere, e due addizioni sono subito fatte. Se si calcola infatti una famiglia di quattro persone si capisce che il budget per una giornata sulla neve è parecchio elevato, senza contare il costo dell'attrezzatura. Perché se si sta in alto tutto il giorno qualcosa bisognerà pur mangiarlo e il prezzo del pranzo va dai 7 euro in su (con una media di 10). In Aprica al prezzo dei 20 euro bisogna aggiungerne minimo altri 6 per un panino e una bibita. Qui si apre un discorso a parte, perché è facile che ti servano una lattina con un bicchiere di plastica, magari presi da quelle macchinette colorate che fanno bella mostra di sé in una stazione e non certo in un rifugio di montagna. Prodotti tipici, eccellenze gastronomiche valtellinesi? Ci sono se si mette come sempre mano al portafogli.
Ma è così difficile prevedere un piatto unico –di carne o pizzoccheri- con birra media a prezzo equo? Le giornate con più gente sulle piste che ho visto sono quelle promozionali gratuite, e questo dovrebbe far riflettere.
La mountain bike merita lo stesso discorso, anzi diverso perché ci sono meno infrastrutture rispetto allo sci. Meno maestri, meno percorsi. La scorsa estate con l'associazione Valtellina Mtb (di cui sono consigliere) ci siamo recati a Bormio con il pullman di linea: per le biciclette c'era un sovrapprezzo di 2 euro sul prezzo del biglietto. Anche per la funivia c'era un ticket e con la mountain bike bisogna tenere conto che si scende una volta sola. Si parla tanto di fare sistema e sinergia tra i vari enti. Allora mi chiedo se è impossibile prevedere dei pacchetti con salita in funivia, spostamenti in pulmino e magari ingresso alle terme tutto compreso. Nel senso che si prende un biglietto che vale per tutto: fermarsi ad un cancello a cercare le monetine è sempre scomodo.





